17/01/2012

NOVITA' PREVIDENZIALI

Qui di seguito puoi scaricare:

DOSSIER PENSIONI
________
INDICE ___________
PERIODI UTILI ALLA PENSIONE
LA CONTRIBUZIONE OBBLIGATORIA
I CONTRIBUTI FIGURATIVI
I CONTRIBUTI DA RISCATTO

I CONTRIBUTI VOLONTARI
LE RICONGIUNZIONI
CUMULO REDDITI DA PENSIONE E DA LAVORO
LA PENSIONE DI REVERSIBILITA’
PENSIONE DI INVALIDITA’
TOTALIZZAZIONE DEI CONTRIBUTI
PENSIONE D’ANZIANITA’

PENSIONAMENTO CON LE PRECEDENTI REGOLE
I LAVORATORI PRECOCI
DATE DI USCITA CONSIDERANDO LE PREVISIONI ALLA SPERANZA DI VITA
PENSIONE DI VECCHIAIA
PENSIONAMENTO FLESSIBILE
ASPETTATIVA DI VITA
LAVORI USURANTI
CALCOLO DELLA PENSIONE
I CRITERI DI CALCOLO
ESONERI DEI DIPENDENTI PUBBLICI
ASSEGNO SOCIALE
CAUSA DI SERVIZIO – EQUO INDENNIZZO – PENSIONE PRIVILEGIATA 33

SELEZIONE DOMANDE E RISPOSTE
VOCABOLARIO DEI TERMINI PREVIDENZIALI

 

Scarica il dossier in formato PDF: SPECIALE_DOSSIER_PENSIONI_GENN2012.pdf

12/01/2012

PIANO SANITARIO REGIONALE

RIORDINO DELLE AZIENDE SANITARIE REGIONALI E “FEDERAZIONI SANITARIE”

Le proposte dell’assessore Monferino in IV Commissione

Nella seduta odierna della IV Commissione, l’assessore alla Sanità Paolo Monferino ha illustrato le proposte di modifica al riordino delle aziende sanitarie regionali e le integrazioni al Piano socio sanitario regionale.

Due gli elementi rilevanti proposti: innanzitutto la conferma dell’accorpamento in un’unica azienda ospedaliero universitaria di San Giovanni Battista, Cto e Regina Margherita – Sant’Anna (le altre aziende territoriali ed ospedaliere rimangono quelle attuali); inoltre, l’istituzione di sei organismi, temporaneamente denominati “Federazioni sanitarie”, che svolgeranno funzioni interaziendali e che avranno i seguenti compiti: programmazione della rete ospedaliera e della rete distrettuale del territorio, gestione dei contratti del personale, compiti di supporto tecnico amministrativo (acquisti, logistica, gestione magazzini, reti informative ecc).

“Dopo la fase delle consultazioni e delle varie sedute di commissione – spiega l’assessore alla Sanità Paolo Monferino – abbiamo deciso di apportare alcune modifiche alla proposta di Piano, confermando la priorità delle reti ospedaliere. La proposta illustrata oggi in commissione coincide con una effettiva razionalizzazione del sistema che ne beneficerà dal punto di vista economico ed organizzativo. Quelle che abbiamo per il momento chiamato “federazioni” sono organismi che consentiranno la gestione integrata della rete ospedaliera, evitando le duplicazioni di attività, le sovrapposizioni di servizi e razionalizzando e liberando risorse che investiremo nei servizi territoriali e nell’area dell’integrazione socio sanitaria. Tale configurazione, peraltro, garantisce anche la terzietà dell’ente sovraordinato rispetto al territorio e alla rete ospedaliera che dovrà gestire. Tutto ciò senza costi aggiuntivi perché il personale che svolgerà le funzioni succitate verrà distaccato dalle aziende sanitarie ospedaliere e territoriali”.

Riguardo alle modifiche apportate al Piano, l’assessore Monferino aggiunge: “Abbiamo reso coerente il Piano socio sanitario innanzitutto con la nuova proposta di riordino delle aziende sanitarie regionali, sviluppando alcune parti dell’area dell’integrazione socio sanitaria, come ci era stato chiesto dai rappresentanti del territorio che abbiamo incontrato durante le fasi di consultazione nelle varie province del Piemonte”.

Cliccando sul link troverete le slide sulla nuova riorganizzazione:

slides riordino piano[1].ppt

03/01/2012

CALCOLA QUANTO PRENDERAI DI PENSIONE!!

CLICCA SUL LINK IN FONDO ALLA PAGINA!!

E' sempre più incalzante il ritmo e la sovrapposizione degli interventi di correzione del sistema previdenziale. L'impianto dell'ennesimo intervento, introdotto dall'art 24 del Decreto-Legge 201/2011 e convertito con modificazioni dalla Legge 214/2011 (cioè il decreto Salva Italia a firma Monti - Fornero), introduce notevoli novità sia sul breve, sia sul lungo orizzonte temporale. Il peso specifico di quest ultima "riforma" si evince molto chiaramente dall'obiettivo di risparmio che si pone: circa 20 miliardi all'anno a regime dal 2018 in poi. Per conseguire questa intensità si fa ampio uso della leva di maggiore efficacia, il dilazionamento dell'ingresso in pensione.

Anche se in alcuni casi elementi delle vecchie norme sono abrogati, sulle linee prncipali le nuove norme si sommano ai precedenti provvedimenti, in particolare a quello della Legge 122/2010 che aggancia i requisiti minimi di accesso alle pensioni alla speranza di vita rilevata periodicamente. Come abbiamo sottolineato più volte, queste recenti tendenze di implementazione di norme auto regolanti ai fini della sostenibilità, rendono il sistema previdenziale molto variabile nelle prestazioni da generazione a generazione, sia in termini di età di accesso alla pensione, sia in termini di redditività e tasso di sostituzione. Anche se l’auspicio generale è che la recente riforma sia un provvedimento di ampia durata, il modo in cui è congeniata rende la norma intrinsecamente variabile nel tempo e implica aspettative diversificate sul piano inter generazionale.

 

Cerchiamo di delineare sinteticamente e per punti le misure principali e circoscrivere l'esposizione all'essenziale per non perdere il filo nel raffronto con la situazione di partenza.

 

1 - Sono state abolite le finestre di uscita in pensione, quelle che posticipavano di 12 mesi per i dipendenti e di 18 mesi per gli autonomi l'effettivo pensionamento dalla data di maturazione dei requisiti minimi. La misura rende giustizia di un meccanismo subdolo di incremento occulto dei requisiti. Abbiamo citato in anticipo questo provvedimento minore in quanto spiega il perché di alcuni incrementi dei requisiti di età e di anzianità nel nuovo testo e che non sono altro che la resa esplicita del meccanismo delle finestre. Ovviamente dal 2012 si torna al passato, la decorrenza della pensione scatta dal primo del mese successivo alla data di maturazione dei requisiti.

 

2 - Sono garantiti i diritti di accesso ai trattamenti pensionistici per tutti coloro che hanno già maturato i requisiti della normativa precedente, entro il 2011. Inoltre sono previste clausole di salvaguardia per coloro che si trovano in mobilità, che hanno avuto accesso alla contribuzione volontaria, ecc.

 

3 - Il requisito minimo per ottenere la pensione di vecchiaia è portato a 66 anni di età e 20 anni di contribuzione accreditata. Vige dal 2012 per tutti gli uomini e per le donne del pubblico impiego. Entra a regime nel 2018 e per le donne del settore privato. Il periodo transitorio di elevazione del requisito di età solo per le donne è il seguente:

anno dipendenti autonome
2012 62 63,5
2014 63,5 64,5
2016 65 65,5
2018 66 66

L'accesso alla pensione di vecchiaia si può procrastinare fino al 70° anno di età e fruire in tal modo di un miglior coefficiente di calcolo delle quote di pensione contributiva (dato che è commisurato alla speranza di vita del pensionando).

 

4 - Solo per chi aderisce al sistema contributivo puro, cioè chi è entrato nell'universo della previdenza obbligatoria dopo il 31/12/95, la pensione di vecchiaia deve risultare di importo superiore al valore di 1,5 volte l'Assegno Sociale 2012, rivalutato negli anni successivi con l'andamento medio del Prodotto Interno Lordo. All'età di 70 anni il requisito minimo di anzianità necessaria al pensionamento viene ridotto da 20 anni a soli 5 anni e decade il vincolo sull'importo rispetto all'Assegno Sociale.

 

5 - Sono abolite le pensioni di anzianità (quelle di quota 96 e quelle con solo 40 anni di contribuzione) e sono sostituite dalla cosiddetta pensione anticipata. Per conseguire la pensione Anticipata bisogna possedere dal 2014:

41 anni e 3 mesi se donne

42 anni e 3 mesi se uomini

 

l'incremento di questo requisito dall'analogo di anzianità pari oggi a 40 anni (che poi sono 41 o 41 e 6 mesi tenendo conto dell'attuale finestra di uscita) è graduale nei primi due anni: per il 2012 sono 2 mesi in meno, per il 2013 un solo mese in meno rispetto ai sopracitati limiti vigenti dal 2014.

 

Se la decorrenza della pensione avviene per età inferiori al 62°, sulla quota di pensione corrispondente ai contributi accreditati sino al 2011 si applica una penalizzazione di 1% per ogni anno e frazione antecedente il 62° anno di età al momento del pensionamento e un ulteriore 1% per ogni anno e frazione antecedente il 60°. Questo nuovo meccanismo dovrebbe servire a disincentivare i pensionamenti precoci anche per coloro che fanno riferimento al sistema di calcolo retributivo (che non ha alcuna proporzionalità con la speranza di vita residua del pensionato).

 

6 - In via eccezionale solo per i lavoratori che matureranno i requisiti (aboliti) di 35 anni di contributi e 61 anni di età e le donne che potranno vantare 60 anni di età e 20 anni di contribuzione entro il 31/12/2012, è data facoltà di ottenere la pensione Anticipata dall'età di 64 anni.

 

7 - Solo per chi aderisce al sistema contributivo puro, cioè chi è entrato nell'universo della previdenza obbligatoria dopo il 31/12/95, la pensione Anticipata si può ottenere anche con solo 63 anni di età e 20 anni di anzianità accreditata, ma solo a condizione che la pensione calcolata risulti pari o superiore a 2,8 volte l'Assegno Sociale 2012, rivalutato negli anni successivi con l'andamento medio del Prodotto Interno Lordo.

 

8 - Tutti i limiti sino a qui esposti di età e quelli di anzianità relativi alla pensione Anticipata, come anche i coefficienti di conversione del montante individuale, incorrono nel meccanismo automatico di revisione e incremento in proporzione all'allungamento riscontrato della speranza di vita, appositamente rilevato da ISTAT. Le cadenze di revisione sono nel 2013, 2016, 2019 e successivamente a frequenza biennale. Il primo incremento non può eccedere i tre mesi e quelli successivi saranno tali da maturare approssimativamente 3 anni 9 mesi di incremento alla soglia del 2050 (come si può desumere dal modello previsionale demografico ISTAT scenario centrale). Ovviamente tutti gli incrementi ad oggi sono ipotetici perché dovranno essere corroborati dalla rilevazione statistica per essere resi vigenti.

 

9 - A partire dal 01/01/2012 tutte le annualità contributive saranno calcolate con il sistema di calcolo contributivo. Nulla cambia per chi aveva meno di 18 anni di contribuzione al 31/12/95 (calcolo Misto o puramente Contributivo), mentre chi ne aveva di più conserva il più favorevole calcolo retributivo solo per le anzianità maturate entro il 2011. Si elemina in questo modo il limite dei soli 40 di contribuzione conteggiabile con il sistema retributivo, i soggetti che continueranno a contribuire oltre tale soglie, matureranno un incremento della pensione calcolato con il sistema contributivo per tutti gli anni post 2011.

 

10 - É previsto un incremento dell'aliquota di contribuzione e della rispettiva aliquota di computo per i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori) che dall'attuale 20% sale a regime al 24% dal 2018.

 

11 - In fase di totalizzazione saranno cumulabili anche spezzono contributivi di durata inferiore ai tre anni.

 

12 - È data delega entro giugno 2012 per la revisione dei criteri di pensionamento delle categorie con mansioni difficoltose e usuranti (militari, autoferrotranvieri, ecc.) nell'ottica di recepire gli incrementi introdotti per gli altri lavoratori dalla manovra.

 

13 - ENPALS e INPDAP vengono soppressi e confluiscono in INPS

 

14 - Gli enti privatizzati dovranno garantire il pareggio di bilancio previsionale tecnico per un arco temporale di 50 anni. Se inadempienti oltre il 30/06/2012 scatta il sistema di calcolo prorata contributivo e una aliquota di solidarietà di 1% per 2012 e 2013.

 

15 - Come misura immediata di contenimento della spesa previdenziale viene bloccato l'adeguamento delle pensioni per due anni (2012 e 2013) ma solo per la quota di pensione eccedente la soglia pari a tre volte il minimo. Inoltre alle pensioni "d'oro" di importo elevato si applica un prelievo pari al 15% sulla porzione di pensione oltre 200.000 euro/anno.

 

Nel modello di calcolo Epheso trovano già riscontro tutti i provvedimenti qui esposti (quelli ovviamente pertinenti al modello di stima) e pertanto il suo utilizzo da modo di valutare il vero impatto quantitativo che la riforma ha su ogni tipologia di contribuente e la vera entità delle eventuali perdite.

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http://calcolatorepensione.miojob.repubblica.it/

12/12/2011

SCIOPERO 19 DICEMBRE

SCIOPERO,MANVORA,MONTI,BERLUSCONI,BCE,ASLONA

MANIFESTAZIONE 12 DICEMBRE

VI RICORDIAMO CHE LUNEDI 19 DICEMBRE E' STATO INDETTO LO SCIOPERO DI CGIL - CISL - UIL PER QUANTO RIGUARDA LA NOSTRA CATEGORIA. LO SCIOPERO SARA' DI 8 ORE.

 MANOVRA,MONTI,BERLUSCONI,SALVA ITALIA,CIGL, ASLONA

20/11/2011

PER UN SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO UNIVERSALE E DI QUALITA'

Sabato 26 novembre alle ore 10 in piazza Castello a Torino, la manifestazione regionale CIGL CISL UIL PIEMONTE porta in piazza le richieste contro il Piano Sanitario approvato dalla giunta regionale che rischia di ridurre i livelli qualitativi e la fruibilità del servizio sanitario nazionale a livelli inaccettabili.
scarica il volantino da affiggere nei luoghi di lavoro:
 
 
 
Vi ricordiamo l'importanza di partecipare alla Manifestazione per contrastare l'approvazione del Piano Sanitario Regionale!!
 
FP CGIL ASL TO 2

Chiude l'Amedeo di Savoia?Nessuna risposta?E noi scendiamo in piazza!

La FP CGIL ASL TO 2 sostiene l'iniziativa e parteciperà con una propria delegazione!!

Il Comitato “Che fine ha fatto il nuovo Amedeo di Savoia” organizza per il giorno:

... 1° dicembre 2011, ore 11 in Piazza Castello n. 165, Torino

un presidio allo scopo di affermare che nessuna decisione sul futuro dell’ospedale Amedeo di Savoia possa essere presa senza un confronto con le associazioni dei pazienti, oltre che dei medici e degli infermieri che in quell’Ospedale lavorano.
Da un anno il Comitato ha cercato un interlocutore istituzionale in grado di fornire notizie certe circa il futuro dell’ospedale e purtroppo dobbiamo constatare che nessuno ha risposto alle nostre ripetute richieste.
Anche l’ultima riunione operativa della Consulta Regionale contro l’AIDS, che si è svolta nel settembre 2010, non ha prodotto alcunché di concreto. Il 14 di ottobre u.s. in previsione della Giornata Mondiale di lotta all’AIDS abbiamo richiesto all’assessore Monferino un incontro pubblico, ma ci ha risposto di non potere per quella data. A tutt’oggi non ha ancora indicato una data alternativa.
Infine abbiamo appreso dai quotidiani che nel piano di riorganizzazione della rete ospedaliera piemontese per l’ospedale Amedeo di Savoia si prevede il trasferimento in altra struttura, e probabilmente anche lo smembramento dei servizi.

Il futuro dell’Ospedale Amedeo di Savoia e delle malattie infettive in Piemonte non è solo interesse delle associazioni che si occupano di HIV/AIDS, ma di tutti e tutte, e a tutti e tutte noi chiediamo di sostenere questa iniziativa e venire al presidio!


COMITATO “CHE FINE HA FATTO IL NUOVO AMEDEO DI SAVOIA?”
Anlaids Piemonte, Arcigay Torino, Arcobaleno Aids, Coordinamento Torino Pride lgbt, Associazione Radicale Certi Diritti, CTS Torino, Circolo GLBT Maurice, Gruppo Abele,
Lila Piemonte, Sermig.


 

06/11/2011

Circolare Regionale - Consistenze Organiche

Pubblichiamo le tabelle proposte alla Direzione Regionale Sanità dalla Direzione Generale dell'ASL TO 1 e 2 in merito allla riorganizzazione della nostra Azienda.

Dalla lettura  delle tabelle ci colpisce la scelta di eliminare la Direzione Sanitaria dell'ospedale Amedeo di Savoia Polo di riferimento Regionale per le Malattie Infettive, forse una scelta dettata più dalla politica che da una reale esigenza di efficienza ed efficacia. Come quella di eliminare le Direzioni di Distretto, da una parte la Regione spinge ad un rafforzamento del Territorio e dall'altra l'ASL riduce le strutture territoriali senza coinvolgere nella discussione le parti in causa in primis i cittadini, gli operatori, le circoscrizioni e le Organizzazioni Sindacali. Ricordiamo che le organizzazioni sindacali del Comparto dell'ASL TO 2 hanno deciso unitariamente di non presentarsi all'incontro del 31.10 in quanto ritengono che la riorganizzazione dell'ASL debba avere un confronto serio e che debba essere costruito con il consenso dei Lavoratori e non con scelta calate dall'alto.  L'unica parola d'ordine della Regione è risparmiare risparmiare...... Nei prossimi giorni come organizzazione sindacale entreremo nel merito delle scelte con un analisi delle tabelle in particolare per quanto riguarda l'ASL TO 2.

ASL TO 1

ASL TO 10001.pdf

ASL TO 2

ASL TO 2.pdf

Vi comunichiamo, inoltre, che il 14 novembre alle ore 20.30 presso il Circolo Garibaldi, Via Pietro Giuria 56 Torino è organizzato un primo momento di bilancio sulle politiche sanitarie parteciperà il Sindaco della Citta di Torino.

FP CGIL ASL TO 2